Cosa significa una vittoria ad un Campionato del Mondo

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Campionessa del Mondo. Me lo ripeto ancora adesso, per essere sicuro di aver chiaro in mente cosa Costanza ha fatto entrare nella mia vita.

E quando cade una bomba come questa si riflette su tutto, si ripercorrono gli anni e i momenti e si vede un percorso fatto assieme in cui giorno dopo giorno, mese dopo mese, si costruisce un rapporto tra allenatore e atleta che è l’essenza di una carriera sportiva.

Sei anni sono passati da quando è entrata nella mia squadra agonistica questa ragazzina con evidenti doti ma anche con, allora, un difficile carattere e, diciamolo, non troppa voglia di allenarsi.

E così per un bel po’ è stato uno scontro continuo, un percorso faticoso fatto di discussioni e di prove di forza. Per qualche mese avevo messo Costanza anche fuori squadra.

Ma poi siamo riusciti a fidarsi l’uno dell’altra e a credere in un progetto fatto di grandi ambizioni e di obbiettivi importanti, di sacrifici da entrambe le parti.

E così sono venuti prima i titoli italiani e poi le gare internazionali, tanti titoli e tante gare, fatte assieme, fianco a fianco. 11 medaglie a Mondiali ed Europei.

Ma da anni ricercavamo una sola cosa: un oro individuale. E lo abbiamo sfiorato più volte: a Kralievo (SRB) agli Europei Juniores dove Costanza era la numero uno nella prima manche e dove, per un errore, tutto è sfumato nella seconda discesa. Poi a Solkan, ai Mondiali Juniores dove “la Costy” è stata una quasi-campionessa del mondo, prima in entrambe le manche di qualifica poi seconda in finale per soli 12 centesimi.

E quest’anno Costanza si è presa quello che ha inseguito per anni, ma anche di più. È Campionessa del Mondo, nella categoria assoluta. E ha stravinto con una discesa perfetta e con una forza e determinazione uniche.

Questo risultato è il frutto di anni di sacrifici (la canoa discesa è uno sport non olimpionico ahimè dove i soldi non ci sono e si fa tutto con passione e amore per il fiume), di allenamenti al caldo estivo, sotto la pioggia e la neve, quando sei ben disposto e quando invece non lo sei affatto, di momenti di gloria e di momenti di difficoltà dove gli stimoli vengono meno e si barcolla.

Fare l’allenatore significa essere un buon preparatore atletico ma soprattutto saper dare il supporto psicologico e morale in ogni momento: quando la tensione di una gara importante ti divora, quando un sogno sfuma per pochi centesimi, quando ti sembra di non riuscire più a sostenere tutti questi sacrifici o quando la vita ti mette a dura prova anche fuori dal fiume.

Superare insieme queste difficoltà ha reso più forte Costanza,  come atleta e come persona, nello sport e nella vita, ma soprattutto ha reso il nostro legame sempre più forte ed intenso, magico.

Se inizialmente ero io allenatore a dare molto posso dire che più il tempo è passato e più è diventato uno scambio, un dare ed avere.

Con Costanza si è creato un legame fortissimo, sportivo e personale, fatto di fiducia reciproca, di stima e affetto. E questo va oltre i risultati, va oltre le medaglie.

Vedere Costanza percorrere l’Adda in quel modo, in quella grande finale del Campionato del Mondo, vedere materializzarsi prima una medaglia e poi l’oro mi ha dato emozioni indescrivibili e uniche e mi ha fatto passare davanti agli occhi tutti questi anni assieme.

Per questo non finirò mai di ringraziare la Campionessa del Mondo Costanza “Costy” Bonaccorsi!

Vinci ancora!


 
 
 

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