Creativi. Meglio ucciderli da piccoli

Ogni mattina un italiano su 30 si alza, accende la luce e sa che dovrà inventarsi qualcosa (nel senso di “creare”) per riuscire a pagare la bolletta. E dovrà scrivere, pensare, disegnare, comporre, dirigere, scolpire, riprendere, sceneggiare, programmare…Non hanno un nome definito, sono 2 milioni, i più hanno meno di 35 anni. Sono depressi e insoddisfatti, ma producono il 2.3 percento del Pil. Che dite, può bastare?

Io li chiamo “creativi”, recuperando un termine in uso nell’advertising. Ostile ai più, perché trasforma un aggettivo in sostantivo, e sembra donare un’aurea di genialità non per forza meritata. Ma “creare” è veramente ciò che fa, tutti i giorni, questa moltitudine invisibile. E questo compromesso linguistico è ciò che passa una nazione che non ha mai pensato di dover dare un nome a una realtà composita e trasversale che le ha permesso di divenire ciò che ancora finge di essere: simbolo di creatività, stile, Made in It, bla bla bla…

fonte: Huffington Post

http://www.huffingtonpost.it/alfredo-accatino/creativi-meglio-ucciderli_b_2048816.html
 
 
 

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